Innovazione

la criomacerazione
in purezza

È una tecnica innovativa che permette di estrarre a freddo il colore dal Pinot nero. Quando l’uva diraspata e pigiata sta per cadere in pressa, viene spolverata di ghiaccio secco, ovvero di anidride carbonica solida a -78°. L’anidride sublima, quindi passa direttamente dallo stato solido allo stato gassoso senza diventare liquida.
Il ghiaccio secco rimane a contatto con l’uva per 12/15 ore (in base all’annata), brucia la buccia ed estrae il colore senza produrre alcol, perché la bassa temperatura impedisce ai lieviti di attivarsi: non parte la fermentazione e, di conseguenza, l’estrazione dei tannini.
Nella macerazione a caldo, insieme alla buccia si brucia anche la cuticola del vinacciolo, da cui si estraggono tannini molto piccoli e astringenti che danno al vino sentori più stanchi e pesanti.
Con la criomacerazione tutto questo non avviene: per questo i profumi sono più fini, freschi e vellutati.
Inoltre, si utilizza solo il mosto fiore che fuoriesce dall’uva sotto il suo stesso peso, senza bisogno di pressatura.

La Riserva Francesco Battista Crio Rosé è il risultato di una criomacerazione in purezza.

EVOLUZIONE IN VERTICALE

Spesso si pensa che il modo più corretto di conservare una bottiglia di vino dopo la sboccatura sia in orizzontale perché consente al vino di bagnare il tappo di sughero lasciandolo sempre umido e ben aderente al collo della bottiglia.
 
Questo è sicuramente il modo migliore per conservare le bottiglie dei vini fermi, ma non vale lo stesso per i Franciacorta, nei quali la spinta dell’anidride carbonica, in contrapposizione con la tenuta della gabbietta, ci permette di mantenere le bottiglie in posizione verticale, garantendo l’elasticità del tappo e potendo quindi evitare il contatto diretto dell’ossigeno con il vino ottenendo un prodotto a livello organolettico più pulito, fresco e giovane nel tempo.